Contessa
Monica d’Alonzo
dei
Malatesta

Nome e Cognome: Monica d’Alonzo

Città di Nascita: Milano

Data di Nascita: 16 marzo 1962

Titoli di Studio: Perito Aziendale Corrispondente in Lingue Estere

Specializzazioni: Amministrazione Aziendale

Attività svolta: Amm. Archivio Storico Araldico Italiano – Real Estate Agency in Tenerife – Rent Holiday Homes in Tenerife

Siti Web: www.blasonario.itwww.araldica.eu –  www.araldicaitaliana.itwww.archivioaraldico.itwww.contironco.it

Altro sito web: www.tenerifesud.ovh

Email: info@blasonario.it

Tel. +39-039/89.43.418

Fax. +39-02/45.070.254

Nasce a Milano il 16 marzo dell’anno 1962.

Viene educata dai di lei genitori, il Prof. Ubaldo d’Alonzo, rinomato Medico Chirurgo, Primario del reparto di chirurgia presso l’Ospedale San Gerardo di Monza, unitamente alla sua consorte Donna Lidia Trotta Bruno.

Frequenta le migliori scuole sino al Diploma in Perito Aziendale Corrispondente in Lingue Estere con specializzazione Amministrativa.

Dopo il diploma decide di non frequentare corsi Universitari ma di iniziare la sua carriera nell’ambito lavorativo.

Collabora dapprima con importanti Studi Commercialisti di Milano per poi approdare in grandi aziende del settore “Automotive” seguendo la parte contabile amministrativa, mansione che svolge con grande professionalità, riconosciuta questa dagli alti vertici delle aziende con le quali ha collaborato.

Appassionata sin dalla giovane età alla storia della propria famiglia, passione che viene a lei trasmessa dalla madre, decide di dedicarsi anche alla storia di altre famiglie, approfondendo così la sua conoscenza in quella materia, scienza ausiliaria della storia, denominata “Araldica e Genealogia”.

Dirige oggi, con grande passione, serietà e impegno, doti che le appartengono, l’Archivio Storico Araldico Italiano specializzato in ricerche storiche araldiche nobiliari e genealogiche.

Sue sono le iniziative di informatizzare la monumentale Biblioteca dell’Archivio e di realizzare l’imponente opera informatica, unica nel suo genere, “Blasonario delle Nobili e Notabili Famiglie Italiane ed Europee” opera che ospita questa pagina.

Il “Blasonario” si prefigge di portare a conoscenza del mondo intero tutte quelle famiglie considerate nobili di antica estrazione o di recente nobilitazione, portare a conoscenza gli stemmi a queste famiglie concessi, ma non solo, portare a conoscenza tutte quelle famiglie considerate “Notabili”, ossia, famiglie degne di considerazione per il loro impegno in ambito lavorativo, sociale e caritatevole verso i più bisognosi.

Il Blasonario, ideato dalla Contessa Monica d’Alonzo, nasce anche con lo scopo di poter mettere in contatto tra loro i vari iscritti, per far sì che possa nascere un vero e proprio scambio di referenze che apporterà un valore aggiunto, sia questo in ambito lavorativo o culturale.

Antica e Nobile Famiglia che trae le sue origini in Puglia e più precisamente nella città di Gravina in Puglia.
Di questa famiglia, illustre per lignaggio e per opere, si occupa la cronaca della vita pubblica gravinese che annotò parecchi esponenti di essa saliti alle Magistrature Comunali più elevate tra il consenso della popolazione e la stima dei Governatori della Provincia.
Giuseppe d’Alonzo nacque il 10 febbraio dell’anno 1848 in Giovinazzo dove la madre sua, la nobile Donna Ardea Framarino dei Malatesta da Rimini, risiedeva provvisoriamente.
Il piccolo fu educato dal padre, il Cavalier Michele, all’austerità dei buoni studi.
A Molfetta ove il giovanissimo frequentò le scuole secondarie si distinse ben presto per la versatilità dell’ingegno e la forbita facilità dell’eloquio.
Si trasferì in Napoli, ed a soli 23 anni, esattamente in data 11 febbraio dell’anno 1871, conseguì la laurea di dottore in giurisprudenza, ed il 13 novembre dello stesso anno, dal Presidente della Corte d’Appello di Trani, fu iscritto nell’albo dei Procuratori.
Un Francesco d’Alonzo, avviatosi nella carriera militare, ben presto vi si affermò come valente ed ardente comandante e, venuta la guerra, aggiunse nuove gemme al serto di eroismi che incoronano la guerriera terra di Puglia.
Nell’anno 1915 ebbe il grado di Capitano ed il suo ardimento rifulse in cento fatti d’arme nei quali conseguì ripetuti encomi e numerose medaglie.
La sua carriera del tempo di guerra fu un succedersi di eroismi seguiti dal giustissimo premio e dall’onesto riconoscimento.
Fu decorato sul campo dalle supreme Autorità Militari della medaglia d’argento con le seguenti motivazioni: “Per le belle doti di carattere, d’intelligenza, di energia, di coraggio dimostrate sia in combattimento, sia quale efficace collaboratore del proprio Comandante di Brigata.” (Nad Logem, 10 agosto 1916).
Fu nominato Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia e gli fu inoltre concessa la Croce al merito di Guerra con determinazione del Governo della Tripolitania in data 25 luglio 1918, venne ancora decorato della Croce di Cavaliere dei Santissimi Maurizio e Lazzaro (Ordine Dinastico di casa Savoia) con decreto “Motu Proprio” di Sua Maestà il Re, per benemerenze di guerra.
Oltre ad essere insignito della Croce di Cavaliere Ufficiale e della Commenda della Corona d’Italia, di Cavaliere dell’Ordine Coloniale della Stella d’Italia, ebbe un solenne encomio dal Comando della Brigata “Lombardia” a nome di Sua Eccellenza il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito.
Promosso a scelta per benemerenze di guerra da Maggiore a Tenente Colonnello.
Fu Segretario Politico di Andria (Bari) dal 19 marzo 1918 al febbraio 1920, dette subito un ritmo decelerato al Fascio, conquistando la fiducia e l’ammirazione di tutti.
Fu Commissario Straordinario dell’Opera Nazionale Balilla e provvide alla riorganizzazione delle file giovanili.
Infine, come Podestà di Andria dal 11 novembre 1928 al marzo 1930, iniziò la rivoluzione di tutti i problemi della Città, mostrandosi amministratore provetto e saggio con pieno e continuo beneficio di quelle laboriose popolazioni.
Fu nominato Segretario Federale del Partito Nazionale Fascista in Bari, in data 22 maggio 1929.
Sua Eccellenza Albini, Prefetto di Palermo, presenziando all’insediamento della Federazione, ebbe a dire: “con decisione che è maturata in pochi minuti, io ho avuto l’onore di proporre al Capo del Governo e al Segretario del Partito, il Colonnello d’Alonzo nuovo Segretario Federale di Terra di Bari.
Il Colonnello d’Alonzo è un uomo della guerra, il suo petto si fregia e si onora di una costellazione di decorazioni che ve lo dicono e ve lo dipingono come un autentico eroe”.
Il Colonnello d’Alonzo ebbe un figlio, Giuseppe, che onora la duplice tradizione familiare, quella dei d’Alonzo e quella dei Netti che, non bisogna dimenticare, offrirono alla causa del Risorgimento Italiano sacrifìzi rinunzie e persecuzioni.
Il Colonnello d’Alonzo fu colpito da improvvisa morte sul marciapiede della stazione di Spinazzola il 28 settembre 1934, mentre stava per raggiungere la sua città natale, per curare l’amministrazione dei suoi beni.
Altro personaggio degno di nota è Gaetano d’Alonzo, vivente verso la metà dell’800.
Ricco possidente sposò Filomena Bruno, di altrettanta ricca famiglia residente in Gravina.
Dalla loro unione nacquero ben sette figli:
01) Francesco d’Alonzo, anch’esso Colonnello di armi, pluridecorato per il suo operato al fronte.
02) Canio d’Alonzo
03) Nicola d’Alonzo
04) Michele d’Alonzo
05) Auretta d’Alonzo (morta nubile)
06) Chiara d’Alonzo (Suora con il nome di Dolores)
07) Teresa d’Alonzo detta “Sisina” (Anch’essa Suora, badessa delle Benedettine di Mercogliano in Avellino.

Il citato Canio d’Alonzo, si trasferì a Milano negli anni 20 al seguito della sua innamorata, donna Giulia della nobile e potente famiglia Pellicciari di Gravina.
Si sposarono in Milano ed ebbero due figli:
Bruna d’Alonzo, nata a Milano nell’anno 1924
Ubaldo d’Alonzo, nato a Milano nell’anno 1926
Il Prof. Ubaldo d’Alonzo, insigne medico chirurgo con diverse specializzazioni, diede il suo operato in diversi ospedali della Lombardia, si congedò dalla sua carriera con la qualità di Primario del reparto di chirurgia presso l’Ospedale San Gerardo di Monza.
Il Prof. Ubaldo d’Alonzo venne raggiunto a Milano nell’anno 1955 dalla sua amata, Donna Lidia della possidente famiglia Trotta Bruno di Gravina, si sposarono ed ebbero due figlie: Donna Gabriella e la qui citata Donna Monica.
Famiglie imparentate: Framarino dei Malatesta – Pellicciari – Trotta – Bruno poi Trotta Bruno

Blasone

BLASONATURA

Partito: nel primo, di azzurro alla figura muliebre di colore; nel secondo (Framarino dei Malatesta), trinciato da una banda di oro caricata di un tronco d’albero di verde a due rami tagliati, posto in palo fra due rose di rosso: nel primo di verde a tre teste umane d’oro; nel secondo, scaccato di nero e di oro

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